Marcello Tommasi

COD: Marcello Tommasi “La Metamorfosi Di Ovidio” Categoria: Tag:

Descrizione

MARCELLO TOMMASI

“La Metamorfosi Di Ovidio”

Disegno con matite nere e rosse

Misure del disegno su cartoncino 38 x 55 cm.

Cornice 52 x 69 cm

Firmato in basso a destra

Pittore e Scultore

(Pietrasanta 29 gennaio 1928 – Lido di Camaiore 27 settembre 2008)

Lo stile dell’opera evidenzia la padronanza anatomica elevata, contrassegnata da corpi dinamici e muscolature ben costruite, pose complesse e instabili. Tipico degli artisti con formazione accademica classica. Lo schema compositivo appare drammatico e teatrale e il forte dinamismo dei personaggi richiama studi figurativi elaborati come quelli legati a temi mitologici, danteschi o allegorici.

Ancora maggiormente coerente appare l’uso combinato della matita nera e rossa.

La firma in corsivo è anch’essa pienamente coerente con il disegno originale con la matita e la grafite sullo sfondo.

Le scene a pannelli sovrapposti e le figure nude estremamente dinamiche in torsione violente in atto di sollevare e scagliare massi acquistano senso con riferimento proprio alla Metamorfosi così come in altre rappresentazioni tratte da Ovidio. I corpi sono molto plastici, direi propri dello scultore, il movimento centrifugo risulta espressivo di un dramma fisico, anti statico, che riflette li tema della “trasformazione”. Si distinguono : una scena centrale di violenza di metamorfosi e di punizione, figure che reagiscono al dramma con posture di difesa, invocazione o aggressione, e un livello superiore, in rosso, che rappresenta la dimensione mitica o divina. Si potrebbe definire come un racconto complesso nella stratificazione narrativa del disegno originale.

L’episodio sicuramente più compatibile è la descrizione della morte di Orfeo (Metamorfosi, libro XI).

In una atmosfera fatta di più momenti di narrazione emerge nel quadro la strage di Orfeo da parte delle Baccanti trace.

Infatti nel libro XI, Ovidio descrive esplicitamente le Baccanti che gettano pietre, rami e zolle contro il Poeta. La rappresentazione di Marcello Tommasi appare quindi molto efficace e significativa in linea con Ovidio che descrive le donne trace Furiose, come Menadi, brandiscono armi improvvise.

La figura in basso raffigura Orfeo che, pur cantando, non reagisce con violenza ma con gesto che denota un atteggiamento non aggressivo quasi difensivo.

Viceversa nel disegno il livello rosso è rappresentato da due figure che richiamano la dimensione rituale del culto di Dionisio oppure un gesto narrativo di ciò che ha scatenato la furia. Tutto richiama alla furia dionisiaca del libro XI, alla morte di Orfeo per mano delle Baccanti, Orfeo non è infatti mai rappresentato come aggressore, piuttosto come figura aperta e vulnerabile nell’atto di ricevere ciò che accade. Anche qui è come descrive Ovidio: Orfeo continua a cantare mentre tutto precipita in una postura che definiamo tradizionale. Tutto il disegno dirige sul busto di Orfeo che risulta la figura principale nell’atto di sollevare le braccia con una postura tradizionale del “poeta annientato”.

Infatti. nella rappresentazione molto moderna e forte, la postura di Orfeo appare con le ginocchia in terra, il busto inclinato e gesto protettivo attorno allo strumento La Lira con espressione concentrata e sofferente. La lira è accennata con forme essenziali, ovali e circolari della cassa armonica, posizionata al fianco, vicino al corpo inginocchiato. Unica figura non aggressiva nè convulsa, ma calma e raccolta legata allo strumento quasi fuori dal vortice dell’azione. Esattamente come Orfeo di Ovidio che continua a suonare o a stringere la sua lira mentre intorno il mondo esplode.

Provenienza dell’Opera: collezione privata

STIMA Tesori in Soffitta: tenuto conto che l’opera è in ottime condizioni, firmata con provenienza da collezione privata e che su retro appare, tra l’altro, un timbro del Laboratorio di cornici “ La Tavolozza” di Roma via della lupa 5, allo stato non più esistente, ma coeva all’epoca dell’opera e che pertanto ne attesta l’autenticità e l’antichità si ritiene congrua la valutazione pari ad euro 1500,00.

Notizie sull’artista Marcello Tommasi

Scultore e pittore italiano (Pietrasanta 29 gennaio 1928 – Lido di Camaiore 27 settembre 2008).

Attivo soprattutto a Firenze, Parigi e Pietrasanta fu considerato l’erede simbolico del Neoplatonismo quattrocentesco.

Le sue origini si inquadrano in una Famiglia di artisti. Figlio dello scultore Leone Tommasi e fratello del famoso pittore Riccardo Tommasi Ferroni. Laureato in lettere ha conseguito il dottorato in Storia dell’arte con la tesi su Pietro Tocca. Ha avuto modo di frequentare lo studio di Pietro Annigoni, disegnando e dipingendo e progressivamente dedicandosi alla scultura. L’artista annovera una vastissima produzione di opere d’arte. Le sue opere si trovano al gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi, nel Museo di Varsavia, nelle gallerie di arte moderna di Barcellona, Malaga, Piacenza, e presso il Vaticano, al museo Azorin di Manovar e al Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti di Caprese Michelangelo, al Museo civico di Foggia, presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, l’Università di Pisa nonché presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Firenze. Molte sculture e gruppi bronzei risultano collocate in chiese monumentali, palazzi pubblici ed in importanti piazze in Italia e all’estero.

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